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Post ad un libro mai finito

Gran bel titolo di merda, tra l’altro.

Vi ho già raccontato che mi piace leggere, l’ho fatto sono sicuro.
Ho, come tutti, i miei autori preferiti ma mi piace spaziare, leggere autori nuovi, generi diversi, libri mai sentiti. (ma niente Twilight vari per carità)

Ovviamente leggendone tanti, capitano anche quelli che non mi piacciono, è normalissimo.
Tuttavia ho sempre tenuto duro e portato a termine la lettura di qualsiasi libro.

Fino al fattaccio.
“Leggilo, è il mio libro preferito” – “E’ fantastico” – “Un romanzo senza precedenti”.
Va beeene, lo prendiamo, spinti da tanti fiducia e sicurezza, tante persone non possono sbagliare.

Cent’anni di solitudine.

La merda. Ma la merda merdissima.
Sono riuscito a superare perfino la metà, ma dovevo farmi violenza ogni volta che pensavo di prenderlo in mano. Illeggibile. Non succede mai niente, tutti nomi uguali, noioso, boooring booooooring, una confusione incredibile su chi è figlio di chi, pieno di personaggi matti, colmo di inutilità.

Ho accettato la sconfitta e l’ho abbandonato.
Io.
Mi sono sentito sporco per un bel po’ di tempo, perchè i libri vanno finiti.
Ma tra quello e la mia salute ha prevalso l’amore per la seconda.
E’ stato un po’ uno spartiacque perchè da quella volta se un libro non mi piace per niente, ma proprio per niente, lo mollo e fanculo. Anche se a dire il vero sarà successo massimo cinque volte.

Per dire: anche Il grande Gatsby non m’è piaciuto per nulla ma l’ho finito. Il pendolo di Foucault idem.

Però uno schifo come Cent’anni di solitudine spero di non prenderlo mai più in mano.
Avvisatemi se ci sono altri libri così che li evito.

Più Dostoyevsky per tutti.

Recensisco #1

Dopo aver letto dei libri di tale caratura non posso esimermi dal dire due parole.

Premetto che mi son piaciuti davvero tanto, non sono sempre così entusiasta nei giudizi.

Italo Calvino - Le città invisibili

Italo Calvino - Le città invisibili

Esempio fantastico di metanarrazione, che mi ha regalato due perle assolute come:

“”D’una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda.”

e

“L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.”

Italo Calvino - Se una notte dinverno un viaggiatore

Italo Calvino - Se una notte d'inverno un viaggiatore

Altro gioiello di Calvino.

Spiazzante, imprevedibile, originale. I rapporti tra lettore, anzi Lettore, e scrittore messi a nudo. FAtevi un piacere, leggetelo.

Haruki Murakami - After Dark

Haruki Murakami - After Dark

Già ampiamente parlato del genio giapponese.

Questo libro è meno onirico degli altri, tanto che potrebbe piacere pure alla gente normale.

Murakami regala sempre personaggi memorabili e non è da meno in questo libro

John Steinbeck - Uomini e topi

John Steinbeck - Uomini e topi

Incredibile.

Spaccato romanzato ma verosimile del Novecento americano.

Coinvolgente e profondissimo.  Letto in pochissimo tempo ma penso me lo terrò dentro per un po’.

Foucault, i topi e Aftadark.

Chi è che diceva “Il mondo è fatto per approdare ad un libro”?

Belle cose.

Ho mandato la sista in biblio a pigiare qualche libro (ovviamente già prenotati) e incredibileincredibile è andata davvero e non ha sbagliato nulla.

Quindi mi trovo in mani tre nuovi libri da leggere. Per la precisione:

Il pendolo di Foucault (Eco), Uomini e topi (Steinbeck) e After Dark (Murakami). Dulcis in fundo.

Ho già deciso ovviamente che inizio dall’ultimo, perchè Haruki è Haruki. Anche Eco è Eco (anzi Eco-eco-eco-co-o-o, ahahahah) e Steinbeck è Steinbeck, ma se non leggo subito After Dark (senza titolo figo tra l’altro) non va bene.

After Dark.

Sentire come suona bene.

sono le classiche parole inglesi fighe, che dette da un bimbominkia random risulterebbe figlie del proprio essere emo repressi, mentre usate dalle persone giuste hanno un suono perfetto.

Bene, il post è sufficientemente lungo. vi farò sapere come sono sti libri, so che ci tenete! :)

La cosa più difficile del mondo

Ah, vi avverto, ho qualche amicizia particolare. A causa di una di queste potrei lasciarmi andare a giudizi leggermeeente esagerati e dettati dal momento.

Hanno pure un nome sti giudizi “di pancia”. Si chiamano: iperboli (del boss) :)

Per esempio questo titolo è un’iperbole.

Mi riferisco alla faticaccia boia immensa che ho fatto per decidere il nome di sto blog, una cosa quasi ridicola.

Pensate che i primi due post erano pronti già da 3-4 giorni prima della messa online del blog (uno non è ancora finito a dire il vero), ma hanno dovuto attendere finchè lo stesso non ha avuto un nome degno.

(Ma poi come tutte le cose che costano fatica il risultato è stato straordinario.)

Oh, lo so anch’io che al mondo ci sono cose più difficili tipo fare una maratona, stare mesi e mesi senza alcol, non ridere quando vedete Gasparri in TV, ecc ecc, ma credetemi, è stato un parto lungo e faticoso.

Ora veniamo al perchè di sto nome. Sono diventato mezzo scemo a pensare al nome giusto, senza accorgermi che ce l’avevo sotto agli occhi.

Tokyo Blues è un libro, anzi a parer mio è IL libro, il mio preferito.

E’ scritto da Murakami, un genio giapponese.

Un libro di un’intensità e una profondità clamorose, che ti rimangono dentro una volta che hai finito di leggerlo.

La trama è una cosa abbastanza semplice ma allo stesso tempo mai banale, e il tutto accompagnato dalle note dei Beatles. Cosa chiedere di più?

A breve uscirà pure il film, speriamo una cosa fatta bene che non tradisca lo spirito del libro. (se non si è capito mi va benissimo un film di nicchia, spero non puntino a fare una cosa commerciale anche perchè la vedo dura.)

Vi consiglio di leggerlo, ça va sans dire.

Here comes the sun.

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