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Project 13

Alllora, mi è venuta un’idea semplice semplice.
Siccome la musica è importante e la musica abbinata a qualcos’altro è altrettanto importante pens…no, come inizio non va.

Devo andare in viaggio, una cosa on the road come al solito.

Ovviamente mi accompagnerà il lettore mp3 e tanta bella musica. (prenderò un sacco di treni e in treno è *obbligatorio* ascoltare tanta bella musica).
Quindi mi serve qualcosa di nuovo. Cioè, non nuovo nel senso di recente ma nuovo nel senso che io non lo conosco o non l’ho mai apprezzato abbastanza.
Che ne so, una canzone poco famosa dei Get Up Kids, una B-side dei Nada Surf, una delle prime canzoni dei REM. Roba così.

Ci tengo molto ai vostri consigli (un “vostri” molto generalizzato) perchè senza la rete non conoscerei nè In the aeroplane over the sea nè i Death Cab for cutie e Wilco e the National sarebbero due nomi mai sentiti. (tanto per dirne qualcuno).

Quindi ecco il Project 13. Tredici giorni, tredici canzoni.

Una playlist!
Fatta da voi!

Io mi impegno a crearla e a metterla nel mio lettore mp3 e poi via di Playlist Tizio e Playlist Caio.
Che poi non si dica che non ho fiducia nel prossimo!

UPDATE!

Se qualcuno particolarmente dotato di buon cuore volesse mandarmi le sue tredici canzoni zippate via email sarebbe una grossa cosa.

Ho notato che almeno la metà non sono facilissime da reperire!

[Dio Cristo e dopo cosa vuoi? Il sangue?!]

Copio qui la mia di playlist, scaricabile qui:  http://t.co/J3su2rO

1. Pinback – From nothing to nowhere
2. Fionn Regan – Be good or be gone
3. Okkervil River – Wake & be fine
4. Nada Surf – See these bones
5. Beach House – Zebra
6. …a toys Orchestra – Celentano
7. Bush – Letting the cables sleep
8. COD – Lowrenzo
9. Elliott Smit – Angeles
10. Neutral Milk Hotel – In the aeroplane over the sea
11. Pedro the Lion – Rapture
12. The Get Up Kids – Out of reach
13 . The streets – Dry your eyes

JR Riquelme

La rubrica “calciatori che hanno qualcosa a che fare con la poesia” che non esiste ma facciamo finta di sì vi presenta oggi Juan Romàn Riquelme, una carriera spesa tra Argentina e Spagna, due piedi che distribuiscono biscottini al miele e suonano arie con l’arpa e una sfiga totale (o poca “decisione”) nei momenti clou della carriera, tipo la parentesi al Barça o il penalty sbagliato nella semifinale di Champions nel 2006.

La descrizione migliore su Riquelme l’ha data Jorge Valdano:

“Chiunque, dovendo andare da un punto A a un punto B, sceglierebbe un’autostrada a quattro corsie impiegando due ore. Chiunque tranne Riquelme, che ce ne metterebbe sei utilizzando una tortuosa strada panoramica, ma riempiendovi gli occhi di paesaggi meravigliosi.”

Non deve essere male essere descritti così, secondo me.

Gli Anni Zero

Mi viene fin troppo facile: “Cosa racconteremo ai figli che non avremo di questi cazzo di anni zero?”

Perchè è così, eh. Son passati dieci anni da quando eravamo tutti tesi ed eccitati per l’inizio del nuovo millennio, e adesso la prima decade ha già salutato.

Non mi metto là a fare classifica, eleggere personaggi ed eventi importanti, a sfogliare l’album dei ricordi perchè non ho palle, vado avant ia membrum canis, che mi viene sempre bene.

31-12-1999: io neanche mi ricordo dov’ero o cos’ho fatto, la cosa più figa per me era che a scuola si scriveva la data in modo completamente diverso. Quando si dice “le priorità”.

Per dirla con una frase fatta dieci anni son volati. Sono stati anni di soddisfazioni personali e familiari immense, anni della maturità (non intesa come esame di quinta superiore eh), anni di graaandi soddisfazioni calcistiche (tra Milan e Italia è quasi difficile scegliere), anni di musica, cinema, libri, anni di cultura.

Sono stati anche anni di merda eh. Elenchiamo? Attentati dell’11/9, guerre in Afghanistan eIraq, tensione infinita in Medio Oriente, situazione critica in Iran, epidemie di vario genere, tsunami in Oriente nel 2004. Sono stati gli anni che hanno visto al potere persone come Bush e Berlusconi, come Saddam Hussein e Ahmadinejad, gli anni della corsa al nucleare degli stati meno affidabili, gli anni dell’euro e gli anni della crisi. Non è cambiato molto se pensate che la fame è ancora un grosso problema e la libertà molti non sanno neanche cosa sia.

Parliamo dell’Italia? Un paese che forse oggi è più indietro di dieci anni fa. Un paese dove succedono cose come il G8 di Genova, dove domina ancora la mafia e la corruzione, dove lo Stato non è garante di sicurezza ma spesso è il più subdolo degli assassini. Siamo il paese che continua a dare fiducia a Berlusconi, un paese dove in alcune regioni il partito del razzismo raggiunge il 50% dei consensi, siamo un paese che ha perso la sua strada, altro che poeti, santi e navigatori. E’ davvero difficile guardare al futuro nel nostro paese.

Però non ci sono alternative, purtroppo il futuro è là che ci guarda e non ha molta voglia di aspettare.

Quindi, avanti con altri dieci anni, sperando che siano migliori di questi anni Zero, che ci hanno forse fatto toccare il fondo.

Adesso siamo ad un bivio, o cominciamo a scavare, o proviamo finalmente a rialzare la testa.

Agrodolce

Io sono contento, anzi no. Beh, ma un po’ sì anche se è un BUBBERANG.

A me non fa un cazzo pena.

E’ un mafioso di merda che da 15 anni tiene in scacco l’Italia e se la incula senza nemmeno palparle le tette, perchè dovrebbe farmi pena?

Conosco gente che si è beccata manganellate mentre manifestava a braccia alzate, ho letto di gente morta in carcere senza nessun motivo sotto i colpi dei “buoni” e tante altre brutte storie.

Poi vedi sto schifoso che finalmente si prende una saccagnata meritatissima e nemmeno tanto forte (“poteva morire” ho sentito dire. Sti stronzi mi hanno quasi illuso) e dovrei provare pena o condannare il gesto?

La violenza è sbagliata, lo so, sarebbe più bello vederlo finalmente in carcere. Lo sogno!

Ma visto che per evitarlo può farsi le legge, lo invito a farsene una per salvarsi in casi come questi, o in alternativa a girare con un parabrezza.

Che poi, trarrà solo vantaggi da quest’avvenimento e ciò non fa che aumentare il mio odio.

E prima che me lo chiediate: NO, non mi vergogno, anzi confermo fieramente di godere mentre guardo la sua faccia piena di sangue.

E sì, lo so, sono una merda.

(se salta fuori che è tutta una farsa creata da lui, tanto per cambiare, vi verrò a cercare uno ad uno :D ).

Concludo con una riflessione: perchè si ripetono solo ed eslusivamente le parole “clima d’odio”, “spirale di violenza” e “abbassare i toni” in sti giorni?

Vi giuro, sto uscendo pazzo. E non ho mai avuto* così tanta voglia di spaccare la faccia ai destronzi. Sto diventando anarco-insurrezionalista.

Amen.

*=ovviamente, invece sì.