Questo titolo è una citazione tratta dal titolo di un album, chi la coglie vince una copia originale di Songs for the deaf dei Queens of the stone age.
Ho un collega sordo.
Lo so, non è un argomento particolarmente interessante però devo parlarne con qualcuno o con qualcosa.
Questo collega, dicevamo, ha seri problemi di udito. Anzi più che di udito, perchè per sentire ci sente bene, sono problemi di comprensione delle parole.
Conversazione tipo:
<<Hai visto fuori che vento?>>
<<Eh?>>
<<HAI – VISTO – FUORI – CHE – VENTO?>>
<<Già, un tempaccio.>>
Oppure:
<<E’ tuo questo fax?>>
<<Come?>>
<<E’ – TUO – QUESTO – FAX?>>
<<Sì, lascialo pure là.>>
La cosa curiosa è che non capisce MAI una frase al primo tentativo, ma la capisce SEMPRE quando la ripeti la seconda volta.
Per esempio:
<<Icno Huriteli abinn yutid?>>
<<Cosa?>> (senza il minimo segno di ironia)
<<Mi passi quella fotocopia per piacere?>>
<<Toh, tieni.>>
Ma anche, (e questo è divertentissimo):
<<Che ore sono?>>
<<Cosa scusa?>>
<<ARTUYI – LKOSSR – ARITTONJAK?>>
<<Meno venti alle dieci.>>
HOLY SHIT! Davvero!
E’ una cosa difficilmente spiegabile, io credo che la prima volta finga di non capire per prepararsi bene la risposta e darla nel giro di due nanosecondi quando ripeto la domanda.
Meno male però non è in difficoltà con i monosillabi. No è No al primo colpo e Sì è Sì al primo colpo. Anche bisillabi facili come “Certo”, “Dopo” e “Dici?” non lo mettono in difficoltà ma già se si parla di trisillabi o due parole staccate state tranquilli che un bel <<Eh?>> (con fantastica mimica facciale annessa) non ve lo leva nessuno.
I find his lack of hearing disturbing.
Comunque. (cit.)









