..è qualcosa di negativo. Per esempio nel caso dei vocalist delle discoteche.
Io li chiamerei vocalistdiscoteca, tutto attaccato. Vocalistdiscoteca.
Una parola secca. Via il dente, via il dolore.
Ieri sera ne ho visto uno (non in una discoteca vera e propria ma lui era lo stesso un vocalistdiscoteca). Gesù, che pena!
Tralasciamo il livello delle canzoni che ci propinano, non spariamo sulla croce rossa. Concentriamoci su cose addirittura peggiori.
Il movimento del corpo.
Cazzoooo, il vocalistdiscoteca sente la musica, la vive, si fa possedere, dona tutto se stesso e io sto dicendo una mare di stronzate!
Quello di ieri continuava a muovere la testa come un rapper di Detroit. perchè muovi la testa avanti e indietro se il ritmo della musica è completamente diverso?
Il top del peggio (parlo o non parlo come un bimbominkia?) è quello che dicono. Perchè, anche se nessuno lo direbbe, PARLANO!
Vario e fantastioso il loro bagaglio verbale che va dal semplice ma evergreen “YEEEEUAAHHHH RAGAZZI!” all’energico “SE, SE, SE, SI’ CHE SI VA!”. Notevoli anche le frasi lunghe, veloci e sbiascicate, delle quali non si capisce una parola. Tipo “ecclchrrivsietprontsitcldilanttènstrspakktut!”
Ma la cosa migliore, la cosa migliore sono i saluti.
Alzano la testa (ovviamente sempre scuotendola a ritmo di hip hop dell’Illinois), sfoderano il miglior sorriso di plastica che riescono, fissano un punto indefinito del loro limitato orizzonte e iniziano “Ciao sabrina”, “un salutone agli amici del muretto”, “Benvenuti a Mattia e Davide”, “volevo salutare la ragazza bionda là in fondo” e così via. Ovviamente non esiste nessuna Sabrina, gli amici del muretto sono morti impiccati, Mattia e Davide sono in Spagna per sposarsi e la bionda là in fondo è frutto della sua immaginazione.
Non ho parlato dell’abbigliamento, per un tacito accordo tra me e il pudore.
Solo per quello.











