Incipit epici, anzi #IncipitEpici

Avete presente le situazioni abitudinarie facendo le quali ci si può distrarre, si può pensare ad altro mentre la mente se ne va, se ne va chissà dove, e vagabonda senza motivo e meta ripescando mezzi ricordi, pensieri, ritagli, visioni.

Era una domanda e mi sono scordato di chiuderla come tale, quindi, le avete presente?

Ecco, stavo bevendo un caffè quando ho avuto (quella che non sapevo ancora fosse) un’epifania.

Stavo pensando all’inizio di un libro, e ho realizzato che raramente ricordo le prime parole del primo capitolo, l’incipit.
Tendo magari a ricordare qualche frase casuale all’interno del libro (ovviamente causale un par di balle, deve colpirmi per qualche motivo) ma l’incipit difficilmente mi rimane in mente.

Quindi ho unito questa curiosità con la prima pagina internet (twitter, ma va?) che avevo davanti ed è nato un hashtag #incipitepici, esattamente
così, seguito subito da un incipit che adoro per provare a far partire il meccanismo.

Speravo nel contributo di qualche amico,al massimo avrei provato a riconoscere qualche incipit o avrei trovato qualcosa di interessante e nuovoda leggere, ecc. Le solite cose che solitamente mi spingono a “creare” un hashtag per smuovere qualche argomento.

Ma poi sono è arrivato questo tweet e grazie al grande e meritato seguito dell’account twitter di Einaudi in brevissimo tempo un sacco di gente ha iniziato a usare l’hashtag per condividere il suo incipit preferito o semplicemente uno particolarmente simpatico.

Per ore ho visto centinaia e centinaia di tweet (non so quanti ma davvero tantissimi) con l’hashtag #IncipitEpici con l’account Einaudi che molto onestamente si ricordava di darmene il merito anche se credo (davvero, senza ipocrisia) di aver fatto davvero poco e che la fortuna di uno strumento come twitter sia il “contagio” diretto e immediato di un sacco di persone.
E’ stato fantastico leggere quanti libri in comune abbia la gente (da Moby Dick a Anna Karenina, da Kafka ad Ariosto fino al citatissimo Snoopy) e come certe parole siano davvero magiche per tutti.

Per capire un po’ la portata di tutto ciò basti pensare che è stato per ore tra i trending topic del giorno in Italia (al secondo posto dietro solo a Santa Lucia) e anche Sky.it ci ha dedicato un articolo.

Che dire, è stata una cosa involontaria e proprio per questo ancora più gradita ed appagante, grazie a chi ha condiviso il suo “incipit epico” con gli altri utenti di Twitter.

Capitela una fava

« Io ho un concetto etico del giornalismo. Ritengo infatti che in una società democratica e libera quale dovrebbe essere quella italiana, il giornalismo rappresenti la forza essenziale della società. Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza della criminalità, accelera le opere pubbliche indispensabili, pretende il funzionamento dei servizi sociali, tiene continuamente allerta le forze dell’ordine, sollecita la costante attenzione della giustizia, impone ai politici il buon governo. »
Giuseppe Fava

On the road #4

Finalmente Olanda.

La prima tappa del tour olandese, arrivando da Anversa, è ovviamente Rotterdam.

Rotterdam è la seconda città dei Paesi Bassi, situata nella provincia dell’Olanda Meridionale. La città ha il più grande porto d’Europa, collocato sulle rive del fiume Nieuwe Maas. Il nome Rotterdam deriva da quello di una diga (dam) su un piccolo fiume, il Rotte, che si unisce al Nieuwe Maasnel cuore della città.

Curiose da vedere sono le “case cubiche” e l’Euromast (una torre panoramica).

Ha una sana rivalità con Amsterdam, in quando quest’ultima è vista come la capitale culturale dell’Olanda mentre Rotterdam è il principale centro industriale del paese.

Dopo Rotterdam ecco L’Aia, una città di 752.552 abitanti, sede del governo dello Stato, pur non essendone la capitale, che è Amsterdam. Terza città per grandezza dei Paesi Bassi, è situata nella provincia dell’Olanda Meridionale (Zuid Holland).

E’ una città con un settore di servizi molto attivo,  essendo la città sede del governo e di molte organizzazioni internazionali. A sud della città c’è un’area di 20 x 20 km di serre dove si coltivano fiori e verdure.

I quartieri di Scheveningen e Kijkduin si trovano direttamente in riva al mare. Scheveningen è una moderna stazione balneare, con una grande spiaggia e una divertente vita notturna.

Spero che riusciremo a vedere la Den Haag Sculptuur, una tradizionale mostra a cielo aperto di sculture.

E finalmente Amsterdam!

Amsterdam è la capitale e la maggiore città dei Paesi Bassi, nella provincia dell’Olanda Settentrionale. Il comune di Amsterdam ha 755.269 residenti (al 30 ottobre 2008) di oltre 170 nazionalità, mentre la popolazione che risiede nell’area metropolitana è di circa 1.450.000 persone. L’area al centro della città circondata dai canali del XII secolo è dal 2010 Patrimonio dell’Unesco.

Figa Amsterdam, figa davvero. Sono proprio felice di tornarci.

E non per i motivi che voi drogati penserete subito ma per l’atmosfera che si vive ad Amsterdam.

Amsterdam offre tantissimo. Da vedere secondo me è una meraviglia.

Piazza Dam, il museo di Van Gogh, la casa di Anna frank, il Nemo, il palazzo reale, i mulini, i canali, i ponti, la gente. I AMsterdam!

E’ una città da vivere, non da raccontare.

E, dulcis in fundo, Utrecht.

Utrecht è una città olandese e il capoluogo della omonima provincia (di Utrecht). Si tratta della quarta città dei Paesi Bassi per numero di abitanti.

Voi penserete che andremo in questa città solo per venerare il luogo dove nacque il messia, Marco Van Basten. Ma in realtà è proprio così!

Seriously, ci andremo perchè ne parlano un gran bene, ed è un’importante meta turistica e ha un grandissimo ateneo, forse il più grande d’Olanda.

Meritevole è il duomo centrale con la sua alta torre e mi ispira moltissimo anche il castello De Haar ma non so sei sia fattibile perchè dovrebbe essere un po’ fuori.

 

Ecco, con questo è tutto.

Non mi dilungo in nessun tipo di chiacchiera inutile. Vi prometto tante foto e vi lascio la frase che devo lasciarvi per forse ogni volta. Devo, proprio.

“Anche le città credono d’essere opera della mente o del caso, ma né l’una né l’altro bastano a tener su le loro mura.
D’una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda.” 

On the road #3

E’ o non è la volta della mia vecchia amica Bruxelles?

Dovete sapere che la cara Bruxelles ( la capitale del Belgio e 1.100.00 abitanti) e io abbiamo un solido rapporto visto che ci sono già stato qualche volta.

Siamo amici, ormai!

Cosa vi racconto di lei?

Partiamo dalle solite cose. La Grand Place e le viette attorno sono davvero fighe (potete vedere il Manneken Pis e bere una birra da litro nel pb di fronte), ho visto e sono salito sull’Atomium (l’equivalente belga della Torre Eiffel), il palazzo reale non è qualcosa di particolarmente imperdibile (idem per il parco davanti), sarà che io ho sempre avuto la fortuna di vederle con un tempo nuvoloso.

Poi a Bruxelles si mangia la cioccolata (io no, perchè non sono goloso) e si beve tanta birra eccezionale (io sì, perchè sono goloso).

E poi è città di fumetti, ovunque si posa lo sguardo si può trovare qualcosa relativo a quella scena.

Da Bruxelles si fa tappa a Bruges, una città del Belgio, capoluogo e maggiore città delle Fiandre occidentali, nella Comunità fiamminga. Il centro storico medievale è stato proclamato nel 2000 patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Nel 2002 la città è stata capitale europea della cultura insieme alla città spagnola di Salamanca.

Anche qui sono stato di recente e confermo che visivamente è qualcosa di eccezionale, una specie di Venezia in miniatura davvero suggestiva.

E’ piccolina, c’è qualche edificio in centro da vedere e stavolta spero di beccarla al tramonto per fare qualche foto ispirata.

Dopo questa tappa veloce andremo a Gand (in olandese Gent, in italiano anche Guanto, sebbene meno utilizzato degli altri 2 toponimi) è una città del Belgio, capoluogo delle Fiandre orientali. Nel 2005 contava 230 951 abitanti (terza città del Belgio). Si estende su una superficie di 156.18 km².

I luoghi di interesse di questa cittadina sono la Cattedrale di San Bavone (che cazzo di nome è Bavone, dai!), il Castello dei Conti e il solito Beffroi (la torre campanaria).

Sia nella suddetta cattedrale che nel Museo delle Belle Arti vi sono importantissime testimonianze e opere della pittura fiamminga (forse le più importanti del movimento).

La città seguente è  Anversa (in olandese Antwerpen, in francese Anvers) è una città di 472.071 abitanti del Belgio settentrionale, la più importante nella regione delle Fiandre, una delle tre regioni dello stato, e il capoluogo della provincia omonima.

Cosa vedere ad Antwerp?

Il municipio, bellissima testimonianza dell’architettura manieristica, la Cattedrale di Nostra Signora e la Chiesa di San Carlo Borromeo.

Inoltre ci sono due musei importanti: il Museo Reale delle belle Arti e Il MuHKA, d’arte moderna e contemporanea.

Da menzionare anche lo Zoo di Anversa, molto antico e che forse vedrem visto che è vicino alla stazione.

Il viaggio in Belgio si conclude qui, le prossime tappe saranno tutte in LOLlanda.

On the road #2

Secondo capitolo dell’entusiasmante romanzo in cui io cerco informazioni sui posti dove devo andare.

Qui trovate la prima parte.
E qui il Project 13 al quale tengo molto.

E dopo Colonia, Maastricht, Liegi andiamo avanti e parliamo di una tripletta di città piccole ma delle quali si parla un gran bene. Tre città che forse non visiterò o almeno non tutte e eccessivamente bene.
E sono Roche en Ardenne, Rochefort e Dinant.

La Roche-en-Ardenne è un comune belga di 4.348 abitanti, situato nella provincia vallona del Lussemburgo.
La provincia vallona del Lussemburgo, che storie!

Il clou di questo paesino è il castello medievale che purtroppo è in parte distrutto. Ma forse non purtroppo, immagino che fior fior di film gira Belgiwood in questo piacevole scorcio.
Un’altra cosa importante è che in questo momento, con il sole, ci sono 18 gradi e che nel sito del comune c’è la foto di un cavallo.

Rochefort, oltre ad avere il nome che sembra quello di una cardinale tipo Richelieu è un comune belga di 12.133 abitanti situato nella provincia vallona di Namur.

Ho visto una foto ed è un posto bellissimo! Tra le cose più famose ci sono le grotte e vicino c’è anche il castello di Lavaux-Sainte-Anne.

Dinant è un comune belga di 13.143 abitanti situato nella provincia vallona di Namur.
Si trova sull’alto corso della Mosa, nel Belgio francofono, in una stretta della valle ed è dominata da una fortezza. Caratteristica è la cattedrale realizzata in pietra nera.
In questo è nato l’inventore del sassofono, mica cazzi!
(Lisa Simpson, you owe him one!)

La particolarità è che anche questa cittadina, come tutte le alte, dalle foto pare fighissima.

Adesso passiamo finalmente ad una città che tutti conoscete: Namur.

Namur è una città belga di circa 100.000 abitanti, capitale della Vallonia (una cosa che nessun altro può vantare).
To see: Cattedrale di Sant’Albano (però alle foto pare bruttina, almeno esternamente) mentre la Cittadella con sotto il ponte de Jambes sembra tutta un’altr’Asturia.

Il ciclo di città belle e impossibili si conclude con Mons.

Aaaah, Mons! Mons è un comune belga di 92.008 abitanti, capoluogo della provincia vallona dell’Hainaut. Tutte le fortune!

Sulla Grand Place si affaccia l’Hotel de Ville, imponente edificio gotico del XV secolo. Una scimmia di ghisa nota come Singe du Grande Garde è seduta sul muro esterno vicino all’entrata principale e si dice che porti fortuna a chi le accarezza la testa con la mano sinistra.

Classica cosa che odio e che non farò (sdegnandomi pure).
Però na foto non gliela leva nessuno!

La città ha avuto un ruolo importante nelle due grandi guerre (vi sono infatti il Musée de la Guerre e il Musée du Vieux Nimy) e ci sono anche importanti testimonianze del periodo medievale.

Meritevoli di una visita sono la Grand Place, la City Hall, il belfry (unico barocco del Belgio) e la Spanish House.

Questa città rischia di essere una sorpresa. (cit.)

Project 13

Alllora, mi è venuta un’idea semplice semplice.
Siccome la musica è importante e la musica abbinata a qualcos’altro è altrettanto importante pens…no, come inizio non va.

Devo andare in viaggio, una cosa on the road come al solito.

Ovviamente mi accompagnerà il lettore mp3 e tanta bella musica. (prenderò un sacco di treni e in treno è *obbligatorio* ascoltare tanta bella musica).
Quindi mi serve qualcosa di nuovo. Cioè, non nuovo nel senso di recente ma nuovo nel senso che io non lo conosco o non l’ho mai apprezzato abbastanza.
Che ne so, una canzone poco famosa dei Get Up Kids, una B-side dei Nada Surf, una delle prime canzoni dei REM. Roba così.

Ci tengo molto ai vostri consigli (un “vostri” molto generalizzato) perchè senza la rete non conoscerei nè In the aeroplane over the sea nè i Death Cab for cutie e Wilco e the National sarebbero due nomi mai sentiti. (tanto per dirne qualcuno).

Quindi ecco il Project 13. Tredici giorni, tredici canzoni.

Una playlist!
Fatta da voi!

Io mi impegno a crearla e a metterla nel mio lettore mp3 e poi via di Playlist Tizio e Playlist Caio.
Che poi non si dica che non ho fiducia nel prossimo!

UPDATE!

Se qualcuno particolarmente dotato di buon cuore volesse mandarmi le sue tredici canzoni zippate via email sarebbe una grossa cosa.

Ho notato che almeno la metà non sono facilissime da reperire!

[Dio Cristo e dopo cosa vuoi? Il sangue?!]

Copio qui la mia di playlist, scaricabile qui:  http://t.co/J3su2rO

1. Pinback – From nothing to nowhere
2. Fionn Regan – Be good or be gone
3. Okkervil River – Wake & be fine
4. Nada Surf – See these bones
5. Beach House – Zebra
6. …a toys Orchestra – Celentano
7. Bush – Letting the cables sleep
8. COD – Lowrenzo
9. Elliott Smit – Angeles
10. Neutral Milk Hotel – In the aeroplane over the sea
11. Pedro the Lion – Rapture
12. The Get Up Kids – Out of reach
13 . The streets – Dry your eyes

On the road

Ho deciso che, visto che devo farmi una cultura sui posti che visiterò quest’estate, userò il blog come bloc notes. Come quando studiavo facendo schemi e riassunti scritti.

E’ probabile che non vi interesserà poi molto di quello che scriverò, ma è una cosa utile a me quindi lo faccio.

Se siete ancora qui, ciao.

Prima tappa Colonia.

Colonia è una città extracircondariale (1.000.298 abitanti però l’agglomerato urbano supera 1.800.000 abitanti) della Germania occidentale, la quarta della Repubblica federale per numero di abitanti e la più grande del Land della Renania Settentrionale-Vestfalia. È considerata la capitale economica,culturale e storica della Renania, quasi completamente ricostruita dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Pensare ad una città tedesca (solitamente ricche di testimonianze storiche) che è stata completamente ricostruita negli ultimi 60 anni è un po’ strano.

Durante gli attacchi avvenuti tra il 16 giugno e il 9 luglio 1944, la seconda incursione uccise 4377 persone e distrusse un patrimonio storico di 1900 anni in 77 minuti.

Sticazzi! (stupore non menefreghismo)

A Colonia c’è il carnevale più famoso della Germania. Sticazzi! (menefreghismo non stupore)

Cosa c’è da vedere a Koeln?

Innanzitutto il Duomo, seconda chiesa più alta della Germania, terza chiesa più alta del mondo.
Gotica, costruita in 600 e rotti anni, bombardata 14 volte durante la II guerra mondiale ma mai crollata.
Secondo me dovrebbe essere figa da fotografare di notte.

In centro c’è anche la Chiesa di Santa Maria in Campidoglio. Worth a visit, penso.
Come la Chiesa di San Gereone, mente quella di San pantaleone dovrebbe essere un po’ fuori mano.

Musei: niente di imperdibile. Da menzionale il Museo Romano e il Ludwig Museum.

La zona clou dovrebbe essere l’Altstadt (città vecchia) dove assaporare del sano luppolo e godere di una bella vista lungo il fiume.

Dopo Colonia si va a Maastricht.

Maastricht  è un comune olandese di 118.597 abitanti situato nella Provincia del Limburgo, di cui è capoluogo.

Io la provincia del Limburgo non l’avevo mai sentita nominare.

Si assaggia l’Olanda quindi, prima di sconfinare in Belgio e rientrare in Olanda una settimana dopo.

Maastricht è attraversata dal fiume Maas ed è famosa per l’omonimo Trattato firmato nel 92 dai dodici paesi membri dell’allora Comunità Europea.

Il centro dovrebbe essere piuttosto pittoresco (o almeno così pare dalle foto), comprese le fortificazioni delle città e una rete sotterranea di cunicoli che è possibile visitare con una guida.

Coffee shop solo per i residenti. Meh.

Passiamo a Liegi?

Liegi è una città francofona del Belgio, capoluogo dell’omonima provincia nella Regione vallone. La popolazione ammonta a circa 195.000 abitanti (600.000 considerando l’agglomerato urbano).

E’ attraversata dal Mosa, un fiume di quasi 1000 km.
Alla domenica ci sarebbe un mercato fighissimo, mano siamo lì di giovedì e venerdì.
C’è pure una folta comunità italiana (yu-huu -_-), ma la cosa ci interessa poco.
Da vedere:
In Place du marchè c’è il Perron de Liège che ha un grosso valore simbolico (rappresenta la giustizia), una St. Paul’s Cathedral che non guasta mai, un museo dell’arte mosana e una scalinata di 400 scalini che fa paura solo a guardarla ma potrebbe regalare delle foto interessanti.
Da Liegi era uno dei personaggi storici col nome più ridicolo: Pipino il Breve. Pace all’anima sua (e pure al suo nome).

Tripletta di città che mi incuriosisce molto ma senza nulla di imperdibile.
Però so per esperienza che molte volte sono i piccoli centri senza tanto nome a regalare gli scorci e le emozioni migliori.

Stay tuned!

Dieci anni dopo

“Genova non sa ancora niente, lenta agonizza, fuoco e rumore,
ma come quella vita giovane spenta, Genova muore.”

Non serve dire altro, Carlo sarà vivo finché saremo in grado di ricordare.

Zainettology

Come dice il titolo devo prendermi uno zaino, un borsone per le mie ferie da zingaro.
Essendo i soliti 14 giorni a zonzo per la Mittel-Europa serve qualcosa di pratico e comodo ma abbastanza capiente.

Il litraggio circa sui 70 litri (qualcosa più o qualcosa meno), zainetto accessorio incluso o meno.
Io sono un po’ fissato con le rotelline, perchè avere la possibilità ogni tanto di tirarlo anzichè doverlo mettere in spalla ogni due secondi è effettivamente un vantaggio. (saranno spostamenti brevi e frequenti)

Le marche sono sempre quelle, questi sono alcuni esempi:

Lowe Alpine 70+17 (no rotelle)

http://www.lowealpine.com/ita/prod_app_det.php?catid=14&itemid=357&type=man

Ferrino Cuzco 65+10 e 80+10 (rotelle)

http://www.ferrino.it/it/homepage/products/TRAVEL_LINE/bags_156/cuzco_65_ss11_

http://www.ferrino.it/it/homepage/products/TRAVEL_LINE/bags_156/cuzco_80_ss11_

Berghaus Jalan 60+10 (rotelle)

http://www.nomadtravel.co.uk/catalog/view/berghaus-jalan-6010-mens

Karrimor Global Equator 70 (rotelle)

http://www.nomadtravel.co.uk/catalog/browse/wheelies/karrimor-global-equator-70

Osprey Sojourn 80 (rotelle)

http://www.nomadtravel.co.uk/catalog/browse/wheelies/osprey-sojourn-80

Mi servirebbe il consiglio di qualcuno che ha questi zainetti o qualcosa di simile o anche un semplice vostro parere.

Libri poco spessi

Ieri fui alla biblio-teca (da pronunciare come nel leggwndario rap by Abed & Troy).

Dovevo passare a prendere un libro prenotato qualche giorno fa. (un Murakami)
Cogliendo la palla al balzo ho sbirciato un po’ in giro e mi son preso pure “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte” e “Il vecchio e il mare”.
Mi sono reso conto di avere in mano tre libri davvero fini, roba che se legge in due sere, di quelle buone.
Quindi al gentil bibliotecario l’ho detto subito: “Adesso penserai che se un libro ha più di 100 pagine non lo leggo nemmeno!”
E lui: “Tranquillo, non sono abituato a giudicare i libri dal loro spessore, altrimenti sarebbero fighi solo quelli che leggono Clive Cussler..”
Mio primo cenno di approvazione.
“..o per rimanere in casa nostra, quelli che leggono Il cuore e la spada (mio secondo cenno di approvazione) di un certo Bruno Vespa!”
Io: “E non è certo il mio caso! L’importante è la qualità non la quantità!” (Stavo già sventolando le lettere W,I e N al cielo come un ragazza pon pon)

A Bruno Wesps saranno fischiate le orecchie fino a ieri sera, chissà se è riuscito a fare ugualmente del sano e intelligente giornalismo.

Tutto ciò per dire che non importa se un libro è grosso, grasso, brufoloso o puzza. L’importante è quel cazzo che ci sta scritto dentro. Da Novecento in giù sono infatti un sacco i libri che raggiungono le cinque-stellette-cinque anche se si leggono in due ore.

Quindi vaffanculo Bruno Wesps.