Tapis roulant
Il marciapiede mobile (detto anche tapis roulant) è un dispositivo che permette il trasporto di persone.
Sono arrivati a 24/25 anni senza mai mettere un piede su un tapis roulant.
Scale mobili di tutti i tipi sì (sì, è una frase che potevi risparmiarmi), ma tapis roulant mai. Nevah.
Stasera ho iniziato, un po’ controvoglia, un periodo di palestra che mi servirà a rafforzare un certo musc…per una serie di cose noiose che non avete voglia di leggere. Mi fanno subito fare un po’ di tapis roulant per riscaldamento (credo).
Mi piazzano sopra, impostano velocità, pendenza, tempo e via.
Via?
Oh, io non ci son mai salito
Mi dice di partire tenendo le mani sulle apposite barre e di toglierle appena mi sento sicuro.
Certo, parto gagliardo di corsa, ma mi accorgo subito che mi sarei schiantato sullo specchio perchè il nastro stava andando pianissimo e infatti mi fa “Cammina pure!”. Vabbè, graziarcà.
Dopo due minuti già mi sentivo a mio agio, tolte le mani, alzata la velocità e giù di gambe.
Mi sono accorto che:
-ho le gambe storte, due belle parentesi. Ma visto che è classico dei calciatori forti –> gambe storte rule.
-Ho un punto in entrambe le ginocchia senza peli. Probabilmente sono caduto troppe volte da piccolo.
-Appoggio i piedi in maniera diversa. Il sinistro è bello dritto, il destro sembra il piede di Gollum. Forse è dovuto al fatto che non ho un punto della gamba sano
-niente, metto il quarto punto per farlo diventare un elenco serio.
La cosa più difficile comunque non è fare il tapis roulant (ben DIECI minuti!) quando scenderci, sembra muoversi tutto, ma sono solo i miei neuroni che ballano. Bella lì, se non son caduto oggi ormai non cado più.
Tapis roulant pwned, avanti il prossimo.
Cassano.
Che forte El pibe da Bari!
No.
NO!
Manco per il cazzo. Cassano è una merda.
E’ un giocatore mediocre, una persona di merda e pure come bambino sarebbe eccessivo.
Come calciatore ha fatto bene (benissimo, via) qualche mese alla Roma. Ci è rimasto 4-5 anni, mica poco. Poi non vedevano l’ora di cacciarlo fuori dalle palle per la sua manifesta inutilità.
E’ andato quindi al Real Madrid, sogno gi ogni calciatore no? Squadre offensive, avversari tatticamente primitivi, spazi aperti, contropiedi, tridenti, trequartisti, portieri guerci. E invece niente. Solo tantissimi sacchetti di patatine.
A 25 anni (nel pieno della maturità) va alla Samp (alla Samp?!) per fare il salto di qualità. Qui si fa notare per i numerosi assist e qualche goal, un novello Brienza praticamente. Poi diventa scarso anche qui e attualmente è una specie di panchinaro (visto che non son riusciti a sbolognarlo alla Fiorentina).
Anche in Nazionale ha fatto *bene*, addirittura tre goal, ad una sola lunghezza da Panucci e Delvecchio. Daje Fantantò, noi ci crediamo.
Parliamo delle Cassanate? Parliamo.
Prima bisognava perdonarlo perchè era un bambino, poi perchè era giovane, poi perchè aveva troppe pressioni, poi perchè prendeva troppi falli, poi perchè la sua faccia aveva troppi buchi, poi perchè Totti aveva il culo più grosso del suo, poi perchè non sapeva lo spagnolo, poi perchè era in depressione post-partum, poi perchè a Genova c’è puzza di pesce ovunque, poi perchè nel 2012 finirà il mondo, poichè perchè Pappalardo è antipatico, poi perchè è più forte di Maradona, poi perchè sono cattivi gli altri. Stop, fine, è na merda.
E’ una merda lui, ed è una merda il suo modo di correre. Solo Seedorf può tenere il culo come le papere e fare il fenomeno. Capito, stronzetto?
Game, set, match
Ecco a voi la prima (e probabilmente unica) puntata de “Il gioco dei sosia”.
C’è un gioco bellissimo che faccio con un mio amico. Consiste nel trovare dei sosia di gente famosa.
Nella nostra lista figurano nomi eccellenti quali Del Bosque, Ronaldo e talmente tanti altri che non me ne viene in mente più nessuno.
Poi un sera abbiamo sancito il pareggio finale. Abbiamo trovato a distanza di 5 minuti i gemelli di Reginaldo e Lampard.
Non semplici persone che assomigliavano a Lampard e Reginaldo. Assomigliare non rende l’idea.
Separati alla nascita proprio!
Quindi abbiamo deciso che tali vette non potranno più essere eguagliate (mica abbiamo smesso di giocare però eh!)
Però moralmente io so di aver vinto. Sono cosciente che sono ad un metro dalla porta col pallone sul destro e col portiere in spogliatoio a leggere fumetti. La fermo col sinistro, saluto il pubblico e insacco la palla in rete.
Cioè, trovatemi una cazzo di fottuta differenza!

Kalac

C-16
A volte la convinzione..
..è qualcosa di negativo. Per esempio nel caso dei vocalist delle discoteche.
Io li chiamerei vocalistdiscoteca, tutto attaccato. Vocalistdiscoteca.
Una parola secca. Via il dente, via il dolore.
Ieri sera ne ho visto uno (non in una discoteca vera e propria ma lui era lo stesso un vocalistdiscoteca). Gesù, che pena!
Tralasciamo il livello delle canzoni che ci propinano, non spariamo sulla croce rossa. Concentriamoci su cose addirittura peggiori.
Il movimento del corpo.
Cazzoooo, il vocalistdiscoteca sente la musica, la vive, si fa possedere, dona tutto se stesso e io sto dicendo una mare di stronzate!
Quello di ieri continuava a muovere la testa come un rapper di Detroit. perchè muovi la testa avanti e indietro se il ritmo della musica è completamente diverso?
Il top del peggio (parlo o non parlo come un bimbominkia?) è quello che dicono. Perchè, anche se nessuno lo direbbe, PARLANO!
Vario e fantastioso il loro bagaglio verbale che va dal semplice ma evergreen “YEEEEUAAHHHH RAGAZZI!” all’energico “SE, SE, SE, SI’ CHE SI VA!”. Notevoli anche le frasi lunghe, veloci e sbiascicate, delle quali non si capisce una parola. Tipo “ecclchrrivsietprontsitcldilanttènstrspakktut!”
Ma la cosa migliore, la cosa migliore sono i saluti.
Alzano la testa (ovviamente sempre scuotendola a ritmo di hip hop dell’Illinois), sfoderano il miglior sorriso di plastica che riescono, fissano un punto indefinito del loro limitato orizzonte e iniziano “Ciao sabrina”, “un salutone agli amici del muretto”, “Benvenuti a Mattia e Davide”, “volevo salutare la ragazza bionda là in fondo” e così via. Ovviamente non esiste nessuna Sabrina, gli amici del muretto sono morti impiccati, Mattia e Davide sono in Spagna per sposarsi e la bionda là in fondo è frutto della sua immaginazione.
Non ho parlato dell’abbigliamento, per un tacito accordo tra me e il pudore.
Solo per quello.
About tribute bands
Ieri sera sono stato a vedere una tribute band dei Guns’n'roses.
Non ho mai ascoltato più di tanti g’n'r ma non mi fanno nemmeno tutto sto schifo. Sweet child o’ mine ha i suoi momenti e ricordo che da piccolo ero affascinato dalla copertina di The Spaghetti Incident? che mia sorella aveva originale in cassetta.
Brava sti tizi, spaccavano di brutto e il cantante, solo diciannovenne, era davvero pauroso.
Ecco comunque, ero un po’ invidioso nel vedere gente più rapita di me cantare con convinzione tutte le canzoni ed esultare ad ogni inizio di pezzo per far vedere che la sapevano. Minchia io ne sapevo massimo tre.
E quindi ho pensato a che concerto mi piacerebbe assistere (sempre nell’ambito delle tribute band) e dopo tre minuti di silenziosa riflessione sono giunto alla conclusione che il top sarebbero i Nirvana.
Conoscerei quasi tutte le canzoni, saprei cantarle, andrei giù di testa ad ogni assolo e me lo godrei molto di più.
Quindi se non dovesse capitarmi nel giro di qualche mese di imbattermi in un concerto del genere mi sa che creerò io un gruppo del genere, tanto come suono la batteria io non la suona nemmeno mia nonna.
Piccoli Brividi
La miglior narrativa per ragazzi. Oppure no, ma comunque qualcosa di figo!
L’altro giorno mi trovavo un una libreria. Non LA libreria, ma comunque una libreria figa, immensa e da perderci le testa.
Non vi racconto gli interessantissimi motivi per cui ero lì, ma passo rapidamente al dunque.
Mentre girovagavo tra gli scaffali, mi è caduto l’occhio sulla collana di libri che più ho amato nel periodo pre-adolescenziale.
I Piccoli Brividi di R.L. Stine! Mica cazzi! Questi per capirci:
Ricordo quando andavo in biblioteca (praticamente ogni giorno) e mi fiondavo a vedere se n’erano arrivati di nuovi. Li avevo letti tutti appena scoperti e poi soffrivo nell’aspettare che la biblio ne ordinasse di nuovi. Momenti fantastici quando facevo scorrere il dito e incontravo un titolo mai sentito, e poi se seguito altri cinque sei sette otto titoli nuovi, perchè la Paola (nome di default di tutti le bibliotecarie del mondo, sapevatelo) ne faceva sempre arrivare un buon numero tutti assieme.
Ecco, e avevo l’ansia di decidere quali portarmi a casa, da quali iniziare. Poi giù di corsa a leggerli per andare a prenderne degli altri, divorandoli davvero in maniera oscena.
Pensandoci adesso, le storie erano tutte uguali ma a undici anni sono perfetti! Fantastica la macchia d’inchiostro che si trovava a fine capitolo quando succedeva qualcosa di tosto (non l’ho trovata con Google Immagini ma in compenso ho trovato un foto del Berlusca che fa segno di stare zitti. Zitto tu coglione, for good.)
E niente, vederli lì tutti in fila, mi ha fatto tornare indietro di dieci anni abbondanti (sono diversamente giovane adesso) con un po’ di nostalgia.
Ma questo non è un post nostalgico, è un post per celebrare un mito: Rollin’ Stine!
Gli Anni Zero
Mi viene fin troppo facile: “Cosa racconteremo ai figli che non avremo di questi cazzo di anni zero?”
Perchè è così, eh. Son passati dieci anni da quando eravamo tutti tesi ed eccitati per l’inizio del nuovo millennio, e adesso la prima decade ha già salutato.
Non mi metto là a fare classifica, eleggere personaggi ed eventi importanti, a sfogliare l’album dei ricordi perchè non ho palle, vado avant ia membrum canis, che mi viene sempre bene.
31-12-1999: io neanche mi ricordo dov’ero o cos’ho fatto, la cosa più figa per me era che a scuola si scriveva la data in modo completamente diverso. Quando si dice “le priorità”.
Per dirla con una frase fatta dieci anni son volati. Sono stati anni di soddisfazioni personali e familiari immense, anni della maturità (non intesa come esame di quinta superiore eh), anni di graaandi soddisfazioni calcistiche (tra Milan e Italia è quasi difficile scegliere), anni di musica, cinema, libri, anni di cultura.
Sono stati anche anni di merda eh. Elenchiamo? Attentati dell’11/9, guerre in Afghanistan eIraq, tensione infinita in Medio Oriente, situazione critica in Iran, epidemie di vario genere, tsunami in Oriente nel 2004. Sono stati gli anni che hanno visto al potere persone come Bush e Berlusconi, come Saddam Hussein e Ahmadinejad, gli anni della corsa al nucleare degli stati meno affidabili, gli anni dell’euro e gli anni della crisi. Non è cambiato molto se pensate che la fame è ancora un grosso problema e la libertà molti non sanno neanche cosa sia.
Parliamo dell’Italia? Un paese che forse oggi è più indietro di dieci anni fa. Un paese dove succedono cose come il G8 di Genova, dove domina ancora la mafia e la corruzione, dove lo Stato non è garante di sicurezza ma spesso è il più subdolo degli assassini. Siamo il paese che continua a dare fiducia a Berlusconi, un paese dove in alcune regioni il partito del razzismo raggiunge il 50% dei consensi, siamo un paese che ha perso la sua strada, altro che poeti, santi e navigatori. E’ davvero difficile guardare al futuro nel nostro paese.
Però non ci sono alternative, purtroppo il futuro è là che ci guarda e non ha molta voglia di aspettare.
Quindi, avanti con altri dieci anni, sperando che siano migliori di questi anni Zero, che ci hanno forse fatto toccare il fondo.
Adesso siamo ad un bivio, o cominciamo a scavare, o proviamo finalmente a rialzare la testa.
Auguri, vecchi stronzi.
Howgoree, merry Klinsmann, e basta.

Xmas trees!
Questo blog è in ferie ma non va in ferie, quindi aspettate a tagliarvi le vene.
Peace.







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